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Stanze pirandelliane

14 dicembre 2018
21:00
Teatro Scientifico di Verona

giovedì  turno A  /  venerdì  turno B /  sabato  turno C
ore 21.00

Teatro Scientifico di Verona

Stanze pirandelliane

spettacolo teatrale su testi di Luigi Pirandello
adattamento di Jana Balkan
regia Ezio Maria Caserta –  messinscena Isabella Caserta

con
Jana balkan, Isabella Caserta, Francesco Laruffa

Lo spettacolo privilegia “sogni” o “memorie”,  che compaiono come fantasmi all’interno delle “stanze”,  in cui il personaggio pirandelliano si chiude. Sono stanze spoglie perché sono in realtà luoghi mentali, quasi onirici, abitati  da sogni spietatamente lucidi

I testi pirandelliani a cui si fa riferimento a sono: “Personaggi”,  “L’altro figlio”, “Sgombero”, “La verità”.

Personaggi è la descrizione del concepimento e dalla maturazione dei personaggi nella mente dell’autore.  Pirandello Racconta che nel suo studio soleva essere visitato,  soprattutto sul far del crepuscolo, da certi personaggi che gli chiedevano di Dar loro una forma di vita, di fissarli sulla carta con delle parole,di raccontare la loro storia. E lui finiva per ascoltarli.  Sentiamo dalle sue parole la genesi di certe sue commedie..E’ una specie di introduzione d’autore al proprio mondo creativo.

L’altro figlio racconta di una vecchia madre che vive di elemosina. I suoi due figli, emigrati in America,  si sono dimenticati di lei. Un terzo figlio, nato da una violenza, vorrebbe prendersi cura di lei, ma da lei è sempre stato rifiutato. Somigliante in tutto e per tutto al padre, le ricorda l’orrore che aveva dovuto subire.

Sgombero, racconto in Modo quasi “verista”, il  ritorno a casa di una figlia cacciata  –  e ora divenuta  prostituta- In occasione della morte del padre sul cadavere del quale rovescia tutta la sua rabbia di figlia rifiutata.  in atto vi è anche lo sfratto esecutivo. ( Giovanni macchia, il più importante studioso pirandelliano, ha  definito questa Novella un capolavoro)

La verità è la stesura novellistica anteriore al dramma “Il berretto a sonagli”. Espone la vicenda processuale a cui è sottoposto un uomo reo confesso di un delitto d’onore. Dietro l’atteggiamento di questo personaggio, dalla mentalità retriva e arcaica, si scorge l’umorismo pirandelliano giocato sul “senso del contrario”, la novella mostra anche la presa di distanza di Pirandello verso certi tabù ancestrali della sua gente.

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