“COME VENT’ANNI FA” esplora l’incontro tra la solitudine di una donna moderna e il mito di Ecuba, la tragica regina di Troia. Il monologo indaga anche la differenza tra la solitudine di una regina decaduta e quella di una popolana, una commessa di polleria, facendo emergere il contrasto tra l’altezza del mito e la quotidianità del presente.
Attraverso parole e immagini, si crea un’atmosfera sospesa, in cui realtà e invenzione si intrecciano. La protagonista è malinconica e visionaria, prigioniera di un mondo che sembra non avere risposte né certezze. Il suo corpo e la sua voce diventano il mezzo per esprimere la sofferenza e il dolore di Ecuba, che urla tra le fiamme della sua città distrutta. La donna vive una doppia dissociazione tra la sua esistenza e quella di Ecuba, mentre la tragedia del mito si fonde con il dramma della sua solitudine contemporanea. Le ossessioni e le emozioni di Ecuba, pur radicate nel passato, si riflettono nelle esperienze di una donna sola e disperata, che cerca un senso alla sua esistenza tra le macerie del presente.
Il monologo diventa un invito a riflettere su come emozioni universali come il dolore e la solitudine siano legate alla condizione umana, a prescindere dal tempo o dal contesto. Attraverso l’arte, possiamo continuare a confrontarci con queste emozioni e trovare significati nuovi anche nelle storie antiche, come quella di Ecuba, che parlano ancora al cuore di ciascuno di noi.