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La Peste

6 Marzo 2024
21:00
Akròama
La Peste

Trilogia d’Autore 2024 (Marzo-Aprile)

mercoledì 5 – giovedì 6 –  venerdì 7  Marzo 2023

ore 21.00

BIGLIETTI

Biglietti in vendita online e in sede presso presso il circuito
Box Office Sardegna
>>V.le Regina Margherita 43 – Cagliari<<

🎫 intero  € 10 +  € 2,50 d.p. 
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Akròama

LA PESTE

di Albert Camus
riduzione e regia di Elisabetta Podda

con
(in ordine alfabetico)
Roberto Balistreri, Giuseppe Boy, Stefano Cancellu,
Daniel Dwerryhouse, Simeone Latini

musiche
Ya Rayah – Rachid Taha
Arabisk Dans – Aabye Anton
Pourquoi Cette Pluie – Idir
Desiderio – Roberto Palmas
Mahani Ezzine – Salim Halali

spazio scenico e costumi Elisabetta Podda
assistente regia Julia Pirchl
assistente spazio scenico e costumi Patrizia Vacca
direzione tecnica Lele Dentoni
assistente tecnico Nicola Pisano

direzione artistica Lelio Lecis
responsabile produzione Julia Pirchl
comunicazione web Nicola Asunis
assistenti organizzazione e scuole Francesco Murgia e Naika Sechi
assistente amministrazione Virna Tola
direttore generale Marina Mura

La peste che coglie inaspettatamente gli abitanti increduli della città algerina di Orano ci ricorda il momento storico, in cui abbiamo vissuto una pandemia che ci ha colpito cogliendoci impreparati. Diverse sono le analogie con il tema dell’opera di Camus. Inoltre la città di Orano ricorda molto da vicino Cagliari che si affaccia sul mare e ha un sole cocente con cui gli abitanti devono fare i conti.
Lo spettacolo, in forma di oratorio, sottolinea alcuni temi cari a Camus attraverso le vicende di vari personaggi che assurgono a paradigmi.

“La peste” è infatti un testo corale, in cui vari personaggi cercano la loro dimensione e i loro perché a un disastro che metterà in ginocchio la città: il dottor Rieux, che si industria e si prodiga per curare una malattia quasi sempre incurabile e comunque imprevedibile (altro punto di contatto con il covid); l’impiegato Grand con la sua sensibilità e i suoi problemi con l’uso delle parole che ci fa sorridere; il giovane giornalista Raymond Rambert che cerca inutilmente di ricongiungersi con il suo amore lontano, ma impossibilitato a spostarsi per via della chiusura della città; il suicida mancato Cottard, terrorizzato dalla polizia perché con la coscienza sporca; il nuovo arrivato Tarrou che tiene un diario che aggiorna quasi fino all’ultimo; Padre Paneloux con una fede così salda che lo farà sconfinare nell’eresia; il portinaio Michel, il primo che muore di peste, che ci ricorda tutti i portinai che abbiamo conosciuto, e per questo forse ci è così caro. La redenzione per molti di loro passerà attraverso l’impegno costante e giornaliero a contribuire con le proprie capacità ad aiutare gli altri.
Nel 1957 Camus ricevette il premio Nobel per la letteratura, per aver saputo esprimere come scrittore “i problemi che oggi si impongono alla coscienza umana”. Di straordinaria attualità è la soluzione che Camus ci propone attraverso questi personaggi per superare un momento così difficile come quello del flagello della peste: l’indifferenza, i gretti interessi personali e la burocrazia saranno gli alleati della malattia, mentre il fronte comune di persone che semplicemente svolgono il proprio dovere diventerà la barriera che fermerà la peste.
“Io ne ho abbastanza della gente che muore per un’idea. Non credo nell’eroismo, so che è fin troppo facile e ho scoperto che uccide. A me interessa che gli uomini vivano e muoiano per ciò che amano”.

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