Perché Medea Killer? Medea è famosa nella storia come l’assassina dei suoi figli, con lo scopo di non dare una discendenza a Giasone, che l’aveva abbandonata. Ma Medea è molto di più: una donna forte e cinica, che voleva decidere della propria vita, liberandosi di chiunque la contrastasse. Una Medea diversa da quella che conosciamo nei testi classici: non più l’estroversa nipote del Sole, ma l’introversa figlia della Luna. Una donna sola, lunare, abbandonata a sé stessa, che racconta il suo primo incontro con Jason, il tradimento subito e la traccia tragica lasciata dietro di sé, dopo aver confuso la passione con l’amore.
Il testo mette in scena due Medea: una più giovane e contemporanea, vicina ai ragazzi di oggi, e un’altra più legata alla Medea classica, che parla con un linguaggio epico e potente. La prima ha l’animo pieno di luci e di suoni, quelli della sua lontana isola; il cuore ferito da una delusione amorosa rievoca il momento del suo incontro con Giasone, giovane “vestito casual”, uomo e insieme dio, che cammina con il Vello d’oro “piegato in due sotto il braccio”. La seconda, invece, lascia emergere tutta la furia e la follia da cui Medea non riuscirà più a salvarsi.
Una riscrittura intensa e contemporanea del mito, capace di parlare agli studenti delle emozioni assolute: amore, abbandono, rabbia, ossessione e desiderio di vendetta. Un personaggio antico che continua a raccontare qualcosa di profondamente umano e attuale.